brisighella

Vivo e lavoro in Emilia Romagna, una regione che studio e racconto da anni attraverso la ricerca culturale, l'analisi storica e la scrittura narrativa. Sono critico d'arte, giornalista pubblicista e docente di materie letterarie, con una formazione umanistica e un'attenzione di lunga data ai luoghi, alle loro storie stratificate e ai racconti che vi sono racchiusi. Scrivo di città, paesaggi, architettura e memoria locale, partendo sempre da una semplice domanda: cosa rimane oggi di ciò che questi luoghi erano un tempo. I miei articoli combinano l'approfondimento storico con una prospettiva contemporanea, evitando il folklore e privilegiando una forma di narrazione essenziale, ben documentata e accessibile. Collaboro a progetti culturali e curatoriali dedicati all'interpretazione e alla valorizzazione del patrimonio artistico e territoriale. Per me, scrivere dell'Emilia Romagna significa trasmettere la sua complessità senza semplificazioni, mettere in dialogo passato e presente e connettere la storia con la vita quotidiana.

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Brisighella: Un borgo medievale tra colline di gesso e olivi secolari

Brisighella è uno di quei luoghi che si prestano a essere scoperti con calma, passo dopo passo, lasciando che siano i dettagli a guidare lo sguardo.

Brisighella sorge a pochi chilometri da Faenza e dalle prime pieghe dell'Appennino tosco-romagnolo. Situata nella bassa valle del fiume Lamone, questa località appare come un piccolo anfiteatro di case ai piedi di tre colli di gesso.

Tutto sembra riportare ad uno di quei luoghi in cui il tempo sembra rallentare e quasi fermarsi. Riconosciuto tra i Borghi più belli d'Italia, insignito della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano e parte del movimento Città Slow, il paese ha fatto della lentezza, dell'ospitalità e dei sapori autentici la propria cifra distintiva.

Brisighella è uno di quei luoghi che si prestano a essere scoperti con calma, passo dopo passo, lasciando che siano i dettagli a guidare lo sguardo: il rumore dei passi sui ciottoli, il profilo chiaro del gesso che affiora tra le case, l'odore dell'olio nuovo che esce dalle botteghe. Qui l'ospitalità ha ancora un volto umano: piccole strutture a conduzione familiare, trattorie che custodiscono ricette di generazioni e artigiani che raccontano volentieri il proprio lavoro, contribuendo a dare al borgo un carattere autentico, lontano dalle mete più affollate.

10 cose imperdibili da fare a Brisighella

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1. Salire alla Rocca Manfrediana

La salita alla Rocca Manfrediana è il modo migliore per orientarsi e avere subito una visione d'insieme di Brisighella. Il percorso, tra vicoli in pietra e tratti di sentiero sul colle di gesso, è breve ma scenografico, e consente di percepire quanto il borgo sia incastonato nel paesaggio dell'Appennino. Una volta arrivati in cima, la fortezza quattrocentesca racconta con le sue mura, le torri e i camminamenti di ronda il passato difensivo della valle del Lamone, mentre dalle aperture si spalanca una vista ampia sui tetti, sugli uliveti e sulla dorsale gessosa che corre verso l'orizzonte. È il luogo ideale per chi ama fotografare, ma anche per chi vuole semplicemente sedersi un momento e capire il legame profondo tra il paese e le sue colline.

2. Percorrere la Via degli Asini

Attraversare la Via del Borgo, o Via degli Asini, significa entrare nel cuore più riconoscibile e narrativo di Brisighella. Questo camminamento coperto sopraelevato, con le sue finestre ad arco di forme e dimensioni irregolari, affaccia direttamente sulla strada sottostante e offre una prospettiva insolita sul borgo. Un tempo qui trovavano riparo i muli e i carretti dei birocciai, che trasportavano merci lungo la valle: immaginare quel via vai di animali, voci e ruote di legno rende l'esperienza quasi teatrale. Oggi la via è un corridoio sospeso tra passato e presente, perfetto per chi ama cogliere dettagli architettonici, giochi di luce e ombra e piccole tracce della vita quotidiana di un tempo.

3. Raggiungere la Torre dell'Orologio al tramonto

La salita verso la Torre dell'Orologio è un piccolo rito, soprattutto se si sceglie l'ora del tramonto. Il percorso si snoda fra scale, tratti di sentiero e scorci che, a ogni curva, aprono nuove visuali sui tetti e sui colli. Arrivati in cima, la torre, costruita nell'Ottocento su un'antica struttura trecentesca, si staglia netta sul cielo, mentre sotto si allinea il profilo del borgo. Quando la luce si fa più morbida, il bianco del gesso, il verde degli ulivi e le case dai colori caldi si accendono, creando un'atmosfera che invita alla contemplazione e alla fotografia. È uno dei luoghi dove si percepisce più chiaramente l'intreccio fra storia, natura e vita quotidiana contemporanea.

4. Visitare il Santuario del Monticino

Sul terzo colle, il Santuario del Monticino aggiunge una dimensione spirituale al paesaggio di Brisighella. La chiesa settecentesca, affacciata su un ampio balcone naturale, è raggiungibile con una passeggiata dolce che invita a rallentare e ad alzare lo sguardo. All'interno, l'atmosfera è raccolta, segnata da devozioni popolari che raccontano il rapporto tra la comunità e questo luogo di protezione. All'esterno, il piazzale e i punti panoramici permettono di abbracciare con lo sguardo la valle, la Vena del Gesso e i rilievi appenninici, facendo del santuario un punto di sosta perfetto per chi cerca silenzio, meditazione o semplicemente un luogo in cui respirare profondamente e guardare lontano.

5. Esplorare il centro storico a piedi

Il centro storico di Brisighella è un tessuto fitto di dettagli, che si svela al meglio camminando senza fretta, lasciando che siano gli incroci, le fontane e gli odori a guidare il percorso. I vicoli acciottolati, le case color pastello, le piccole piazze con le panchine e le botteghe artigiane costruiscono un paesaggio urbano intimo, in cui ci si sente ospiti più che turisti. Passeggiando, si incontrano antiche "funtane", scorci sulle pareti di gesso, insegne di osterie e negozi di prodotti tipici, ognuno con la sua storia. Fermarsi per un caffè, entrare in una bottega, scambiare due parole con i residenti permette di cogliere quel senso di comunità che è parte integrante del fascino del borgo.

6. Entrare nella Pieve del Thò

Poco fuori dal centro, la Pieve di San Giovanni in Ottavo, più nota come Pieve del Thò, regala una delle esperienze più intense per chi ama arte e spiritualità. Immersa in un paesaggio rurale fatto di campi e filari, la basilica romanica a tre navate colpisce per la sua essenzialità: colonne, capitelli, pietre e proporzioni armoniche dialogano con la luce che entra dalle piccole aperture. Entrarvi significa entrare in un tempo lungo secoli, fatto di pellegrinaggi, messe, silenzi e preghiere che si sono stratificati nello spazio. È un luogo che invita a rallentare il passo, sedersi qualche minuto e osservare come architettura e paesaggio esterno si rispondano a vicenda.

7. Fare trekking nella Vena del Gesso

Per chi ama camminare, la Vena del Gesso è un piccolo paradiso a portata di mano. Dal Centro Visite di Cà Carnè partono sentieri di diversa durata e difficoltà, che attraversano boschi, affioramenti di gesso e punti panoramici da cui il paesaggio appare quasi lunare. Camminando, si alternano tratti ombrosi, radure e scorci improvvisi sul borgo e sulla valle, con una varietà di ambienti che rende ogni uscita diversa. Le attività organizzate – dalle passeggiate guidate alle escursioni in notturna, con pernottamento in rifugio – permettono di approfondire aspetti naturalistici e geologici, trasformando il semplice trekking in un'occasione di conoscenza del territorio.

8. Vivere un'esperienza in grotta

La Grotta Tanaccia offre l'opportunità di esplorare il "rovescio" della Vena del Gesso, entrando nel cuore della roccia. Accompagnati da guide esperte, si percorrono ambienti scavati dall'acqua nel corso dei millenni, tra concrezioni, gallerie e sale che rivelano come il paesaggio di superficie sia strettamente legato a ciò che avviene nel sottosuolo. L'esperienza non è solo spettacolare dal punto di vista visivo, ma aiuta anche a comprendere la fragilità e il valore di questi ecosistemi, invitando a un approccio rispettoso. Per molti visitatori, si tratta di un momento memorabile, che aggiunge una dimensione quasi avventurosa al soggiorno a Brisighella.

9. Degustare olio, vini e prodotti tipici

Un viaggio a Brisighella non può dirsi completo senza un momento dedicato al gusto, possibilmente in un frantoio, in un'azienda agricola o in un'osteria che lavori materie prime locali. Assaggiare l'olio DOP direttamente sul pane, magari accompagnato da un racconto del produttore, permette di percepire differenze di profumo e sapore che nei contesti urbani spesso si perdono. Ai piatti a base di Mora Romagnola, carciofo Moretto, formaggi e verdure di stagione si affiancano calici di Sangiovese o Albana, che completano l'esperienza sensoriale. È un modo per entrare in contatto con la vita agricola del territorio e con una cultura gastronomica che, pur aprendosi al turismo, resta profondamente identitaria.

10. Partecipare a una sagra di paese

Scegliere di visitare Brisighella in occasione di una sagra significa vedere il borgo nella sua versione più viva e comunitaria. Durante la Sagra del Carciofo Moretto, "Brisighella Romantica" o le domeniche autunnali dedicate a maiale, pere volpine, tartufo e olio nuovo, le strade si riempiono di profumi, banchi di assaggio, tavoli all'aperto e musica. I piatti serviti raccontano un rapporto diretto con la terra e con le stagioni, mentre il coinvolgimento delle associazioni locali e dei volontari restituisce il senso di un paese che si riconosce nelle proprie tradizioni. Per il viaggiatore, è l'occasione ideale per sentirsi parte, anche solo per qualche ora, della vita collettiva del borgo.

Dove mangiare e bere

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Ristoranti e osterie nel borgo

Ristorante "La Grotta" Nel cuore del centro storico, La Grotta è un riferimento per chi cerca una cucina romagnola curata con un tocco contemporaneo, in un ambiente ricavato anche in antiche grotte che aggiungono atmosfera. Il menù ruota attorno a ingredienti stagionali di qualità, unendo piatti tradizionali e proposte più creative, con una buona carta dei vini che valorizza il territorio.

Trattoria Sant'Eufemia Questa trattoria viene spesso descritta come un posto dove si mangia "come a casa", con porzioni generose e piatti di tradizione romagnola senza fronzoli, perfetti per chi vuole autenticità e sostanza. Luogo particolare in ottica di turismo slow, questa trattoria incarna il lato familiare e quotidiano della cucina del borgo.

Ristorante La Rocca (Albergo La Rocca) Il ristorante dell'albergo La Rocca propone un "viaggio" nella cucina romagnola, con attenzione alla stagionalità e ai prodotti locali, in una posizione strategica per chi pernotta in paese. È adatto a chi cerca un contesto curato ma fedele ai sapori del territorio, con menù che valorizzano primi fatti in casa e carni.

Ristorante "E Manicomi" da Mario Aperto dagli anni Sessanta, "E Manicomi" è diventato un punto di riferimento per la cucina romagnola classica: pasta fatta in casa dall'azdora, forno a legna, carne alla griglia a vista, piatti di cacciagione, funghi e tartufi. L'atmosfera è dichiaratamente familiare e informale, che racconta una Romagna più genuina e conviviale.

Osteria Il Gatto e la Volpe Se preferisci salumi e formaggi questa osteria in centro fa al caso tuo. Accanto a salumi e formaggi locali, troverai piadina, tigelle "Brighella" e primi piatti tipici, in un ambiente semplice e caldo. È adatto per chi vuole una cena informale ma molto legata al territorio, ideale dopo una giornata di camminate o visite nel borgo.

Osteria del Sale L'Osteria del Sale è apprezzata per piatti creativi ma radicati nella tradizione, porzioni generose e un approccio alla cucina che cerca di rispettare e rileggere i sapori del territorio. È una scelta adatta per viaggiatori interessati a una Romagna gastronomica un po' più ricercata, pur senza perdere il legame con le materie prime locali.

Vineria Coramella La Vineria Coramella, in una piccola piazzetta del centro storico, è dedicata al mondo del vino naturale, con una selezione eccellente di etichette e un'offerta di taglieri di salumi e formaggi artigianali. L'ambiente è raccolto e conviviale ed è perfetto come luogo in cui fermarsi per un aperitivo o una cena informale, magari dopo aver esplorato il borgo al tramonto.

Agriturismi e cantine in collina

Agriturismo Torre del Marino Tra gli agriturismi nei pressi di Brisighella, Torre del Marino si trova in una splendida posizione collinare, sui calanchi della Vena del Gesso, con uliveti e vigneti di proprietà. Il ristorante utilizza prodotti a chilometro zero, dalla pasta fatta in casa ai salumi, alle verdure dell'orto, ed è ideale per chi vuole abbinare natura, vista sulle colline e una cucina pienamente stagionale e territoriale.

Agriturismo Terra dei Calanchi Situato in zona collinare tra Faenza e Brisighella, questo agriturismo è apprezzato per la qualità dei piatti, che uniscono tradizione e cura dei dettagli, e per una buona carta dei vini che valorizza le etichette locali. È un posto ideale per chi desidera un pranzo o una cena panoramica, in un contesto rurale, magari dopo un trekking nella Vena del Gesso.

Podere La Berta (ristorante e cantina) Podere La Berta è azienda vinicola, ristorante e luogo di eventi sulle colline tra vigneti, calanchi e boschi, a pochi chilometri da Brisighella. L'atmosfera è quella di un agriturismo contemporaneo: si beve vino del podere, si mangiano piatti che dialogano con le etichette servite e si gode di un paesaggio che incarna in pieno l'idea di Romagna collinare lenta e godereccia.

Dove alloggiare

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Centro Storico: il cuore pulsante del borgo

Alloggiare qui significa essere a due passi dalla Rocca Manfrediana, dalla Via degli Asini e dalle piazze principali; un luogo ideale per chi vuole esplorare senza auto e sentirsi parte della vita quotidiana del paese. Alberghi come La Rocca o piccoli B&B familiari offrono camere accoglienti con vista sulle colline, perfetti per coppie o viaggiatori slow che cercano intimità e comodità. Questa è anche la zona più fotogenica e vivace, soprattutto durante le sagre, ma con un ritmo tranquillo che evita il caos turistico.

Colline e Vena del Gesso: per natura e relax

Sulle pendici circostanti, agriturismi come Torre del Marino o Terra dei Calanchi immergono gli ospiti tra uliveti, vigneti e sentieri del Parco Regionale, con piscina e viste panoramiche sulla valle del Lamone. Questa scelta si addice a famiglie, escursionisti o amanti del benessere, che vogliono abbinare trekking, degustazioni di olio DOP e cene con prodotti a km zero, in un contesto rurale ma a soli 10-15 minuti dal centro.

Frazioni vicine: per privacy e tradizioni locali

Fognano o San Cassiano, a pochi km dal borgo principale, ospitano strutture come il Monastero Emiliani o agriturismi isolati, con camere in pietra e giardini privati, per chi cerca silenzio assoluto e esperienze autentiche come sagre contadine. Sono ottime per soggiorni prolungati o gruppi, con accesso rapido a Brisighella via navetta o auto, e costi spesso più accessibili rispetto al centro.

Da sapere prima di partire

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Prima di mettersi in viaggio verso Brisighella, considerate che il borgo è un luogo ideale per un turismo slow: parcheggiate l'auto appena arrivati (ci sono aree gratuite ai piedi del centro storico) e optate per scarpe comode, dato che i tre colli, la Via degli Asini e i sentieri della Vena del Gesso si percorrono a piedi tra salite e scalinate acciottolate.

Il ritmo è tranquillo, con negozi e ristoranti che chiudono presto (intorno alle 22:00 fuori dalle sagre), ma durante eventi come "Brisighella Romantica" o le "4 Sagra per 3 Colli" il paese si anima con banchi, musica e tavoli all'aperto – prenotate in anticipo per cenare.

In estate portate crema solare per le camminate esposte al sole sui gessi, mentre in autunno preparatevi a profumi di olio nuovo e tartufo; la stazione ferroviaria è vicinissima al centro, rendendo Brisighella accessibile anche senza mezzo proprio da Faenza o Ravenna.